From ottobre 2005

Il tonto

La censura in Italia esiste, eccome. Vedete il caso del libro “Il tonto” di Aldo Ricci, segnalato tra l’altro da Marco Travaglio su La Repubblica del 13/07/2000. Se a qualcuno interessa avere il libro può scrivere direttamente all’autore (trovate l’indirizzo in fondo a questo post) oppure chiederlo anche a me.
Ecco qualche appunto…
ll tonto / comunicato stampa

Aldo Ricci

Il tonto

Germano Edizioni

Distribuzione PDE

Il tonto di Aldo Ricci e’ un romanzo denuncia, con appendice. E’ anche la storia della generazione del ’68 con le sue devianze annesse e connesse: terrorismo, droga, criminalità, intelligence. Una miscela eplosiva di molte trame oscure, come il misterioso assassinio di Mauro Rostagno, “ compagno, guru e amico fraterno”, che il protagonista di questo romanzo storico, racconta in modo duro, tra l’ hard boiled e la cronaca, ai confini tra la fiction e la realtà di una vicenda iniziata a Trento nel ’66 e finita a Trapani nell’88, con la misteriosa morte di Mauro Rostagno e le oscure trame che l’hanno preceduta e seguita. Rostagno dopo essere stato il leader carismatico del movimento studentesco trentino, aver co-fondato Lotta continua a Torino, e aver abbracciato il credo del Baghwan in India, si era poi ritirato in Sicilia e vicino a Trapani aveva fondato Saman, una comunità per il recupero dei cosidetti tossicodipendenti. Ma la struttura della comunità era in mano a un uomo senza scrupoli, Francesco Cardella, che l’aveva usata per i suoi loschi traffici, appoggiato dalla dirigenza dell’allora imperante PSI.

La sera del 26 settembre del 1988, Rostagno fu ucciso a colpi d’arma da fuoco; negli ultimi tempi aveva diretto una televisione privata, mietendo consenso tra la popolazione locale.

Sin dall’inizio la stampa suffragò la pista mafiosa, ma in seguito gli inquirenti ritennero che il delitto fosse maturato all’interno della comunità stessa. Che ad armare la mano di qualche giovane ospite di Saman fosse stato Cardella, i cui interessi nel traffico di tangenti, armi e droga potevano essere stati scoperti da Rostagno, oppure che la regia e/o la complicita’ nel delitto, potessero essere attribuiti a qualche ex Lc, alla vigilia della imprevedibile deposizione di Rostagno al processo Calabresi, oggi chiuso. Invece per il processo Rostagno di la’ da venire, anche se l’inchiesta della magistratura va avanti, fino ad oggi non si sono raggiunte certezze di giudizio.

Aldo Ricci – ha partecipato al movimento studentesco anti-autoritario trentino come Mauro Rostagno, anche se su posizioni del tutto autonome – ha scritto questo suo libro per “aprire lo spazio del dubbio nella mentre dei lettori” , per rievocare l’ambiente e raccontare il contesto in cui maturarono certe scelte, per dare al “verosimile” la consistenza del vero, come è prerogativa della letteratura.

Aldo Ricci ha pure aggiunto una appendice nella quale ciascuno è chiamato col proprio nome , e qui la polemica si fa dura: l’attacco non risparmia nessuno, né i giornalisti né i politici attuali ed ex. Cambia anche il carattere tipografico per staccare la fiction dall’analisi, la letteratura dalla cronaca, ognuna con una propria validità e sarebbe quindi errato privilegiare l’una, forse più duratura (il romanzo), a detrimento dell’altra, probabilmente più effimera (il saggio).

Ricci ha lottato per la dozzina d’anni che ci separano dalla morte di Rostagno per la pubblicazione di questo romanzo generazionale, che è stato respinto – talvolta alla vigilia della pubblicazione – da più editori.

Comunicato stampa n.2

Una fiction con due racconti in parallelo, di cui uno, il perdersi del protagonista nelle viscere di Rio dei malandros e delle divine corpivendole, è l’esatto specchio, la versione deforme, ma coerente di un’altra storia, quella che schiacciò Mauro Ros in una indicibile relazione, forse pure metaforica e casuale, tra il delitto Calabresi e l’assassinio Rostagno, ed in cui l’altro racconto è il vertiginoso punto d’incontro del protagonista del romanzo con la sua storia di “guerriero in tempo di pace”, “bandito”, “revoltè “ e, alla fine, “tonto”, come l’amico assassinato, eroi fottuti, solisti per paradosso, avanguardie senza esercito di una generazione che aveva sognato collettivamente l’assalto al cielo.

Aldo Ricci ha studiato a Trento, sopravvissuto agli anni di piombo, ex sociologo “ho gettato la tonaca tanti anni fa” – ha lavorato nel campo della fotografia, del reportage giornalistico, della tv, del cinema e delle nuove tecnologie audiovisive, prima di approdare all’avventura vera e propria. Autore globale ( Larousse 1990) tra le sue opere scritte: Il Carcere in Italia (co-autore G. Salierno, Einaudi 1971), (SugarCo 1978), Fuori dai Denti e Contro il ’68 (Gammalibri 1980 e 1982), Maria Vittoria, MR editeur, Paris 1993. Dopo una lunga permanenza in Brasile, e una più breve a New York, sta ora ultimando il romanzo l’Inganno, che (in parte) costituisce il seguito de il Tonto.

Il Tonto, romanzo/saggio generazionale di Aldo Ricci, miscela caustica di molte devianze – terrorismo, droga, criminalità, intelligence – e di svariate trame oscure raccontate per esperienza diretta, come il misterioso assassinio di Mauro Rostagno, “compagno, guru e fraterno amico”, è un racconto duro, tra l’hard boiled e la cronaca giudiziaria, ai confini tra immaginazione e realtà, “tra pulp e investigazione alla JFK di Oliver Stone” (Marco Travaglio, l’Espresso).

“Una non fiction story, con due racconti in parallelo”, spiega Ricci. Nel primo (il romanzo) si assiste al perdersi del protagonista nelle viscere della Rio, tra spietati malandros & divine corpivendole, costituisce lo specchio, la versione deforme eppur coerente, di un’altra storia, quella che poi alla fine schiacciò Mauro Ros(tagno) in un’indicibile relazione, – forse anche metaforica e casuale – tra il delitto Calabresi e la soppressione di Mauro Rostagno. Il secondo racconto (il saggio) costituisce invece il vertiginoso punto d’incontro del protagonista del romanzo con la sua storia di “guerriero in tempo di pace”, “bandito”, “revolté” e, alla fine, tonto, come l’amico assassinato – “eroi fottuti, solisti per paradosso, avanguardie senza esercito e senza scampo di una generazione che aveva osato.”

Il libro respinto per 12 anni 12, talvolta alla vigilia della pubblicazione, da più editori, dopo la sua fortunosa pubblicazione – definito “pericoloso e maledetto” – è stato prima boicottato, e quindi, grazie a un escamotege giuridico-amministrativo, posto fuori mercato

Aldo Ricci, ha studiato sociologia a Trento negli anni caldi e sopravvissuto agli anni di piombo, dopo diverse esperienze – fotografia, reportage giornalistico, cinema, tv e nuove tecnologie comunicative – sta ultimando il nuovo romanzo L’Inganno, in parte il seguito de il Tonto. Tra le sua principali opere scritte: Il Carcere in Italia, co-autore G.Salierno, -(Einaudi, 1971); I giovani non sono Piante (SugarCo, 1978), Fuori dai Denti (Gammalibri, 1980), Contro il ’68 (Gammalibri, 1982), Maria Vittoria, (MR editeur, Paris, 1993)…