Le aziende non sono amiche, le persone sì / #socialamici

20 gennaio 2013 @ 00:45
Le persone si abbracciano
Le persone si abbracciano

In un passato piuttosto lontano accettai l’amicizia (su Facebook, of course) da parte di aziende, enti, associazioni e istituzioni varie, soprattutto da Vicenza. Con il tempo ho cancellato un po’ di questi profili, man mano che li rivedevo, ma ora voglio fare pulizia totale – il primo gennaio c’erano tanti di quei compleanni, quasi tutti di aziende! Visto, poi, che continuo a ricevere nuove richieste da queste non-persone, scrivo due righe al riguardo, così mando a tutti un link e si chiariscono (si spera) le idee.

Facebook è una rete di persone. Per iscriversi a Facebook bisogna essere una persona, non a caso nel form d’iscrizione c’è la data di nascita da inserire. Le persone lavorano in aziende, fanno volontariato nelle associazioni, creano gruppi musicali, etc. Per fare in modo che queste aziende, enti, gruppi eccetera abbiano una presenza su Facebook, bisogna creare una pagina. Le persone cliccheranno “mi piace” per seguire gli aggiornamenti della pagina. Certo, la pagina non può mandare messaggi alle persone, saranno le persone che ci lavorano a coinvolgere, a loro volta, altre persone. Perché le aziende e gli enti sono fatti di persone, non solo di prodotti e bilanci e pubblicità. E prima ancora di questo scioglilingua di persone c’è il rispetto delle regole: i profili personali si chiamano così per qualche motivo, se non siete persone createvi una pagina, come previsto dalle regole della casa che vi ospita.

Io faccio amicizia con le persone, non con le aziende. Chiedetemi l’amicizia con il vostro profilo personale, ditemi perché volete essere in contatto con me, se è per motivi promozionali delle vostre attività mi sta benissimo, basta saperlo prima. Una volta ero più severa con le nuove richieste di amicizia, ora sono più aperta a scoprire l’altro.

Se invece siete interessati alle mie attività e non volete contattarmi con un profilo personale, potete sottoscrivere i miei aggiornamenti (il tasto si trova accanto a quello per chiedere l’amicizia), quasi sempre sono pubblici. Oppure potete seguire una delle mie pagine, a seconda dell’argomento:

marielademarchi.it, tutto ciò che riguarda la traduzione, le lingue, il bilinguismo, le lettere, più un po’ di comunicazione e teatro;

exploradora, il mio progetto di ricerca sull’identità e la (ri)costruzione di sé;

MoyanoSomoya, le mie fotografie e forse un giorno altre creazioni;

Punto Aparte, consulenza linguistica e  letteratura, in spagnolo.

Per qualsiasi cosa scrivetemi pure, trovate i miei recapiti ovunque.

3 Comments on "Le aziende non sono amiche, le persone sì / #socialamici"

  1. velia

    Concordo pienamernte e sono felice che tu ci abbia raccontanto chi è MARIELA…..semplicemente una donna interessante, una che ha molto da raccontare. Il mondo dei Social Network sta passando “in REMOTO” e rimangono i legami veri e non virtuali.

  2. Andrea

    Ciao Mariela,
    sono un appartenente ad uno di quei profili di “aziende, associazioni ecc” che hai citato, non dirò quale in quanto non ritengo sia importante.
    Ti rispondo perché mi è piaciuto questo tuo post, è un buono spunto e vorrei dialogarne con te, senza chiaramente criticare la tua scelta, ma esprimendo il mio punto di vista.
    Come dici tu, su facebook siamo in casa d’altri, e quindi è giusto rispettarne le regole. Siamo perfettamente d’accordo, tuttavia per un’azienda o una associazione creare una pagina comporta una visibilità nettamente inferiore. Su fb il numero di contatti (almeno per un gruppo che lo usa per farsi pubblicità) è fondamentale, quando abbiamo creato la nostra pagina in diverso tempo abbiamo raccolto davvero pochi contatti, e per questo si è scelto di chiudere la pagina e aprire un profilo personale, che in effetti in breve tempo ci ha dato molte più soddisfazioni. Per noi è molto più facile così far sapere le nostre attività, le nostre iniziative ed entrare in contatto con le persone.
    L’argomentazione è: “se siete interessanti la gente vi contatta lo stesso”. Giustissimo, ma una realtà poco nota, che ha bisogno di crescere e farci conoscere, grazie ad un profilo fa molta meno fatica. Può guadagnare centinaia, migliaia di contatti in poco tempo che altrimenti non avrebbe in anni di lavoro. Se ad uno non interessasse quello che facciamo dopo poco ci cancellerebbe dagli amici, se invece ci mantiene allora qualcosa gli interessiamo (oppure gli siamo completamente indifferenti, ma per noi è cmq un contatto in più).
    Stiamo infrangendo le regole di FB, lo so bene, e so che se ci comportiamo male, ad esempio chiedendo troppe amicizie in poco tempo, rischiamo di venire cancellati. e’ un rischio che abbiamo deciso di correre, in funzione di una pubblicità che ci torna indietro. Molte delle persone che ci hanno come “amici” nemmeno ci conoscevano prima, ora grazie alla nostra richiesta ci conoscono.
    Un giorno convertiremo il nostro profilo in pagina, in modo da allinearci alle regole, ma per il momento riteniamo che ci porti più vantaggi agire così.

    Ora arriviamo al mio punto di vista personale: anche io ho molti profili fasulli tra gli amici, è vero che possono vedere post, foto stati sulla mia pagina, e onestamente non lo apprezzo. Ho così sfruttato appieno le regole di privacy di fb e ho creato un elenco speciale, denominato “privacy”, in cui aggiungo tutti questi profili fasulli ma che ho lo stesso interesse a seguire. Se invece sono gruppi o persone che non conosco, la loro amicizia non la accetto.
    Se li eliminassi non avrei altro modo di entrare in contatto con loro per essere a conoscenza di eventi iniziative o altro. Probabilmente non è corretto agire così, ma ritengo che sia un male veniale, che però porta più vantaggi che svantaggi, sia a me, sia al profilo del mio gruppo.

    Vorrei in ultimo soffermarmi sulle regole. Possono considerarsi eque delle regole che non possiamo cambiare, ma che vengono cambiate a piacimento dei gestori di FB? Una regola deve essere condivisa per essere equa, magari non dalla totalità ma almeno da una parte di chi sarà soggetto a quella regola. Possono essere regole eque delle norme imposte dall’alto, senza un dialogo con gli utenti, che l’unico modo di non accettare è quello di cancellarsi da fb? Avrei i miei dubbi…Non le chiamerei regole ma imposizioni, e non sono molto d’accordo su questo.

    Ovviamente non volevo assolutamente criticare la tua scelta, volevo solo dialogare e cercare un confronto con te al riguardo :)

    Andrea

  3. Pierangelo

    Andrea, puoi dire quello che vuoi ma alla fine resta solo una cosa: stai facendo una cosa che non puoi fare. E’ come se entrassi in un negozio con il tuo prodotto e siccome nessuno ti sta controllando lo metti negli scaffali, perché così è più facile e non devi fare la fatica di contrattare, presentare e tutto il resto. Provaci e poi fammi sapere.

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