By Mariela De Marchi Moyano

Lavoriamoci – Cercare un lavoro è un lavoro

Domani sera parteciperò a Lavoriamoci – Cercare un lavoro è un lavoro, un incontro organizzato dalla lista civica Camisano Cambia.

Ci sarà Juri Devigili, che parlerà di cosa fa e come funziona il progetto Cercando il lavoro, con cui collaboro da oltre 6 mesi. Io commenterò un po’ ciò che dirà lui e racconterò la mia esperienza di formazione sull’uso del web per la ricerca di lavoro, dei social per raccontare un’identità (non solo professionale) e fare networking.

Ci sarà anche Samuele Onelia che parlerà di Italian Indie, il podcast che racconta le esperienze degli imprenditori italiani che sono partiti da zero e ce l’hanno fatta.

Insomma, da diversi punti di vista parleremo di un argomento molto sentito e importante: il lavoro in un mondo che cambia.

Vi aspetto, ci conto!

Camisano Cambia - Lavoriamoci

LinkedIn fa i capricci? Un po’ di crisis management e via!

Sabato mattina mi sveglio dolcemente con musica molto bella, la giornata sembra iniziare alla perfezione. Mi alzo e vedo sull’iPad delle notifiche di Facebook che subito mi incuriosiscono: due persone mi scrivono “?“. Dall’anteprima vedo solo quello, punti interrogativi. Provo a immaginarne il motivo, mentre cerco di risvegliare gli occhi, tipicamente l’ultima parte del mio corpo a prendere vita la mattina, quando arrivano notifiche per altri due messaggi: dopo l’ormai consueto “?” arriva un “non lo uso più” e a quel punto devo rispondere:

- Cosa?
- Linkedin. Mi hai scritto “LinkedIn”
- Grrrr, dev’essere partita una cosa automatica, che palle! Non ho scritto nulla :-(
- Ahahahah beh un’occasione per farsi gli auguri. Auguri!
- Ma sì, prendiamo il buono anche di questo! Auguri a te, buon inizio!

Insomma, per fortuna con un po’ di leggerezza si affronta l’incidente. Sono di così buon umore che rispondo dicendo più o meno la stessa cosa alle altre persone che mi interrogano:

Oops! Linkedin ha spedito inviti in automatico!

Gli interlocutori reagiscono ridendo e ricambiando gli auguri, ma arrivano nuovi messaggi in continuazione, quindi decido di scrivere un aggiornamento di stato per avvertire urbi et orbi. In effetti molti commenti confermano che sono arrivati messaggi strani ovunque, e io continuo a rispondere a domande in privato. Iniziano ad arrivare anche diverse mail: quelle automatiche di chi è in vacanza e quelle di chi è già in contatto con me su LinkedIn e si chiede perché io mandi altri inviti. Sembra che gli inviti arrivino anche indirizzi poco usati, ma soprattutto tra le mail vedo che molti arrivano a indirizzi @facebook.com, ovvero quell’indirizzo creato in automatico da Facebook e che sostituiva l’indirizzo che avevi indicato tu – in molti non sanno neanche di questa sostituzione.

Inizialmente, visto che molti inviti sono legati a Facebook, penso che in qualche modo l’invasione sia passata da lì. Dopo una verifica su LinkedIn, però, constato che non è possibile vincolare i due account, quindi la strada dev’essere per forza un’altra. Ma quale? Faccio partire l’antivirus per sicurezza, giusto per essere certa di avere tutto a posto, e non trova alcuna minaccia. Poi cambio le password dei principali social, mentre continuo a rispondere a messaggi e confrontarmi con chi mi chiede se c’è qualche rischio in questi strani inviti partiti da soli. Iniziano ad arrivare le notifiche di LinkedIn che mi avvisano di alcuni inviti accettati: sono inviti veri, quindi sono partiti per forza da LinkedIn. Ma come e quando, visto che io non ho fatto nulla? Mi ricordo che la sera prima ho accettato un po’ di inviti e risposto a dei messaggi, ma nient’altro.

Dietro suggerimento di un’amica vado a vedere gli inviti inviati: ormai sono partiti, ma posso evitare che poi mandino il secondo avviso, così limito i danni. Sono tanti, quasi 2000, ne cancello un po’ ma mi rendo conto che ci sono alcuni indirizzi che non c’entrano nulla con Facebook e che hanno a che fare unicamente con la mia posta elettronica. Allora mi fermo, voglio capire bene che cosa succede e come muovermi, meglio se ho ancora elementi a disposizione. Anche perché continuo a chiedermi come sono arrivati così tanti inviti sia a contatti esclusivamente email che a contatti esclusivamente Facebook. Mi viene in mente un’immagine, un ricordo visivo: la sera prima ho aperto l’applicazione LinkedIn per iPhone per visualizzare un messaggio e l’ho subito richiusa, per poi passare a desktop. È solo lì, nello smartphone, che si incrociano le rubriche.

Scappo a un pranzo con amiche (ma anche di lavoro) e dopo qualche ora il cervello, più rilassato, riesce a ragionare meglio e a ricostruire l’accaduto:

  • più di un anno fa ho sincronizzato i contatti dello smartphone con quelli di Gmail, erano tanti quindi poi ho interrotto la sincronizzazione ma ormai parecchi erano importati;
  • diversi mesi fa ho sincronizzato i contatti dello smartphone con quelli di Facebook, erano tanti ma alcuni mi tornavano molto utili e mi facevano risparmiare tempo, quindi li ho mantenuti;
  • qualche mese fa, dall’app LinkedIn per mobile ho importato i miei contatti per vedere chi c’era: sapevo che era un passaggio delicato, ho guardato con attenzione, ho selezionato un contatto, è partito un invito automatico e non ho più voluto proseguire perché mi infastidiscono i messaggi automatici, avrei preferito poter scrivere qualcosa, ho dunque annullato tutto;
  • venerdì sera ho usato l’app per pochi secondi: possibile che nella fretta io abbia toccato qualcosa senza accorgermene?

È solo dai contatti dello smartphone che si poteva accedere a indirizzi email di così svariata origine. In alternativa, se non sono stata io a farlo in qualche modo assurdo (a mia insaputa, poi!), può solo essere un bug da qualche parte. Insomma, ho usato più volte l’app senza nessun problema, non mi sono più collegata con nessuno da lì, perché mai di punto in bianco mi fa questo scherzo? Read more

Promemoria: i social vengono piegati dagli utenti / #socialamici

Lo so, è stata una mia distrazione:  ho guardato al volo il suo profilo senza andare giù giù a vedere cosa aveva condiviso in precedenza. Avevamo un’amica in comune, che non conosco bene ma che ho incontrato di persona nella mia città, quindi mi sono fidata. Anche perché tempo fa ho proprio deciso di essere meno esigente e di dare comunque un’opportunità a (quasi) tutti. Quindi dopo aver accettato la sua richiesta di amicizia ho sfoderato il solito “ciao Pinco Pallino, piacere di conoscerti” ed è seguito questo scambio:

dialogo cretino su Facebook

 

Ehm… ovviamente l’ho rimosso dagli amici. Diciamo che la mia fiducia nel genere umano va a farsi friggere molto velocemente con questo tipo di “scambi” e torno a pensare che è meglio essere sanamente selettiva – alla fine i social ognuno li usa come vuole, e io voglio a modo mio. Tanto se uno mi vuole seguire mica ha bisogno di essere amico mio su Facebook, sono ovunque! Se invece vuole davvero flirtare, almeno che lo faccia con un po’ di creatività. (Se poi scrive bisness non c’è speranza.)

Comunque questa cosa me la segno: mi ero fidata solo perché ero certa che il contatto in comune esistesse davvero in carne e ossa. Interessante, no? Più avanti ci torno sopra.