camminata fra gli alberi

Alcuni giorni fa è stato pubblicato un mio articolo sulla vergogna (in spagnolo), scritto per il quarto numero della rivista Punto Aparte. Eccovi un passaggio tradotto in italiano:

La vergogna che ci rifiutiamo di affrontare nasce nell’infanzia e ci riconduce sempre, inevitabilmente, all’infanzia. Ci fa sentire incompleti e piccoli, vulnerabili e fragili, esposti agli altri. Ci porta a puntare il dito verso un’altra persona o situazione per liberarci dal peso di noi stessi – peso acquisito, ricordiamolo, non intrinseco. Arriva irruenta e atroce, si rivela in tutto il suo paradossale splendore calpestando il nostro corpo e il nostro bisogno di controllare la situazione.

La vergogna è un camaleonte sfuggente e flessibile, sta un po’ ovunque. Non appena credi di averla addomesticata con il meglio della tua artiglieria razionale, eccola che si affaccia da angoli dimenticati e si presenta con una nuova maschera nel momento più inopportuno, proprio quando avevi bisogno dell’esatto contrario.

La versione completa è su Exploradora.

Le persone si abbracciano

Le persone si abbracciano

In un passato piuttosto lontano accettai l’amicizia (su Facebook, of course) da parte di aziende, enti, associazioni e istituzioni varie, soprattutto da Vicenza. Con il tempo ho cancellato un po’ di questi profili, man mano che li rivedevo, ma ora voglio fare pulizia totale – il primo gennaio c’erano tanti di quei compleanni, quasi tutti di aziende! Visto, poi, che continuo a ricevere nuove richieste da queste non-persone, scrivo due righe al riguardo, così mando a tutti un link e si chiariscono (si spera) le idee.

Facebook è una rete di persone. Per iscriversi a Facebook bisogna essere una persona, non a caso nel form d’iscrizione c’è la data di nascita da inserire. Le persone lavorano in aziende, fanno volontariato nelle associazioni, creano gruppi musicali, etc. Per fare in modo che queste aziende, enti, gruppi eccetera abbiano una presenza su Facebook, bisogna creare una pagina. Le persone cliccheranno “mi piace” per seguire gli aggiornamenti della pagina. Certo, la pagina non può mandare messaggi alle persone, saranno le persone che ci lavorano a coinvolgere, a loro volta, altre persone. Perché le aziende e gli enti sono fatti di persone, non solo di prodotti e bilanci e pubblicità. E prima ancora di questo scioglilingua di persone c’è il rispetto delle regole: i profili personali si chiamano così per qualche motivo, se non siete persone createvi una pagina, come previsto dalle regole della casa che vi ospita.

Io faccio amicizia con le persone, non con le aziende. Chiedetemi l’amicizia con il vostro profilo personale, ditemi perché volete essere in contatto con me, se è per motivi promozionali delle vostre attività mi sta benissimo, basta saperlo prima. Una volta ero più severa con le nuove richieste di amicizia, ora sono più aperta a scoprire l’altro.

Se invece siete interessati alle mie attività e non volete contattarmi con un profilo personale, potete sottoscrivere i miei aggiornamenti (il tasto si trova accanto a quello per chiedere l’amicizia), quasi sempre sono pubblici. Oppure potete seguire una delle mie pagine, a seconda dell’argomento:

- marielademarchi.it, tutto ciò che riguarda la traduzione, le lingue, il bilinguismo, le lettere, più un po’ di comunicazione e teatro;

- exploradora, il mio progetto di ricerca sull’identità e la (ri)costruzione di sé;

- MoyanoSomoya, le mie fotografie e forse un giorno altre creazioni;

- Punto Aparte, consulenza linguistica e  letteratura, in spagnolo.

Per qualsiasi cosa scrivetemi pure, trovate i miei recapiti ovunque.

105_Prosseda al Doppio Borgato

Oggi ho trovato una sorpresa nei messaggi di Facebook, una di quelle cose che non ti aspetteresti mai. Un biglietto omaggio per il concerto di domani al Teatro Comunale di Vicenza: Bruno Canino e Antonio Ballista suonano Debussy.

L’ascolto del più longevo duo pianistico italiano mi è offerto niente meno che da Luigi Borgato, costruttore di pianoforti, di cui l’altro ieri ho accettato la richiesta di amicizia in un momento di rara generosità e fiducia nel genere umano. E infatti, pur non conoscendolo di persona penso di aver fatto bene, non per il biglietto omaggio o perché Borgato è un vero e proprio genio artigiano del pianoforte, l’unico al mondo a costruire il piano-pédalier, ma perché è una persona deliziosa, umile e gentilissima – per ora solo al telefono, domani avrò occasione di confermare la mia prima impressione.

Allora mi viene da pensare che se io avessi applicato alla lettera le mie regole per le richieste di amicizia su Facebook, non avrei avuto l’occasione di conoscerlo né di ricevere una bella sorpresa, perché la richiesta di amicizia non era accompagnata da un messaggio di presentazione e avevamo pochissimi contatti in comune. Forse, quindi, devo essere un po’ più tollerante e lasciare, se non le porte, almeno le finestre aperte. In realtà sono già tollerante, ma mi concentro troppo nel discriminare la gente che si avvicina a me (guerra preventiva) piuttosto che nell’allontanare le vere minacce (sana difesa). Ho qualcosa su cui riflettere, ecco.

Nel frattempo domani sera mi farò una bella cura musicale: i concerti dal vivo, soprattutto di musica classica, mi rigenerano come poche altre attività. E ho davvero bisogno di bellezza e di passione, quelle della dedizione costante all’amore di una vita.

Incontrerò Luigi Borgato prima del concerto e vi racconterò di più.

2700_Luigi Borgato

>>> Confermato tutto, Luigi Borgato è un grande artigiano, e il concerto è stato stupendo.

rainbow

È da parecchio che ci penso. All’inizio è stata solo una sensazione di sabbia fra le mani: nella timeline di Facebook le nuove pubblicazioni schiacciano quelle di appena una settimana prima, se è il nostro compleanno peggio ancora, se poi gli amici ci taggano in qualche foto il gioco è fatto, la memoria va a farsi friggere – e a nulla serve impedire agli altri di pubblicare sul nostro “muro”. E noi che magari scrivevamo per ricordare! O addirittura, per non dover ricordare, delegavamo la memoria ai social. E invece no, i social network sono solo strumenti che veicolano la comunicazione, se vogliamo contenitori siamo messi male. Che resta di tutti i post che abbiamo condiviso su Facebook?

Un po’ alla volta ho sentito il bisogno di avere le mie cose fra le mani. Quando poi ho voluto ripescare un testo che sapevo di aver condiviso almeno sei mesi prima e mi sono trovata di fronte all’impossibilità di fare una ricerca come si deve, mi sono finalmente decisa: riprendo il blog come prima casa per la condivisione di contenuti. Non solo per i testi nuovi, ma anche per rendere fruibili quelli vecchi.

In parte ho iniziato l’operazione di recupero per il progetto exploradora, un po’ alla volta lo farò anche qui con il materiale legato al mio lavoro e ad altre attività come il teatro. Ogni contenuto sarà pubblicato con la data originale, in modo da costruire una mia timeline con ciò che conta. Su ogni post ci sarà, da qualche parte, un link al post originale (di solito su Facebook), in modo da creare un flusso intrecciato che alimenti entrambe le piattaforme. Staremo a vedere come andrà!

i pensieri diventano urla/canti

nella mia sorgiva

limpida acqua che smuove il fango

.

ogni voce

spigolosa

freme per entrare in un’enciclopedia anarchica

e suonare i campanelli d’allarme

non una volta

ma mille

.

in subbuglio l’abbraccio lo sguardo il calore

scorcio di un arazzo

dai colori polverosi e sfilacciati

che amoreggia con la luce